Smaltimento amianto e eternit: differenza tra i due materiali

Se ti devi occupare dello smaltimento amianto, devi capire in che cosa questo materiale si differenzia dall’eternit. Il primo, detto anche “asbesto”, è un minerale della famiglia dei silicati: quando viene estratto, ha una struttura filamentosa ed una consistenza friabile; in base ai criteri di aggregazione dei cristalli, se ne classificano diverse varietà, distinguibili per colore. L’eternit, invece, non è altro che un composito molto compatto, costituito da amianto legato ad una matrice di cemento; il suo nome deriva dall’azienda omonima che l’ha prodotto per primo.

Entrambi i materiali hanno delle proprietà in comune: alta resistenza al calore, capacità isolanti nei confronti di suoni e rumori, flessibilità, resistenza alla combustione, alle sollecitazioni meccaniche, alle aggressioni chimiche e biologiche. L’amianto lega anche con le plastiche e da esso si possono ricavare trame, poiché la struttura fibrosa lo rende adatto a lavorazioni analoghe a quelle dei tessuti.

Regolamentazioni sullo smaltimento eternit e amianto

Nonostante i pregi, la produzione nel settore ha subito un arresto definitivo nei primi anni Novanta, regolamentato dalla “legge 257” del 1992 e resa esecutiva dal “decreto del 6 settembre 1994”, che vieta la vendita e l’uso di amianto e fibrocemento.

Ambedue, infatti, causano problemi di salute molto gravi, specialmente se, in qualche modo, sei stato esposto in maniera continua a strutture danneggiate: tumori maligni, pleuriti ricorrenti, asbestosi sono solo alcune delle conseguenze che ne derivano, pertanto puoi capire quanto sia urgente ricorrere allo smaltimento eternit e a quello dell’amianto. Le fibre, infatti, possono liberarsi nell’aria e, una volta entrate nell’organismo con la respirazione, non puoi smaltirle.

Nonostante ciò, la presenza di questi materiali è ancora alta perché prima del varo delle normative erano largamente utilizzati: tubazioni idriche, tetti, canne fumarie, ma anche oggetti di comune utilizzo come le imbottiture dei guantoni da cucina, contenevano questo minerale. Da tempo, quindi, si pone il problema di arginare i danni.

Bonifica eternit e bonifica amianto

Per intervenire, devi avere la certezza di essere di fronte a questi materiali: se sigle o osservazioni accurate non bastano per risalire all’origine, fai analizzare un campione di materiale.

La bonifica eternit e quella dell’amianto consistono nell’annullare gli effetti negativi generati dal danneggiamento e da un’eventuale contaminazione: richiedi una perizia se hai il sospetto che le parti rovinate del manufatto raggiungano o superino il 10% del totale; per percentuali minori fai valutare delle alternative.

Ad ogni modo, le autorità sanitarie della provincia d’interesse sottopongono i materiali a controlli cadenzati, anche quando questi siano in perfetto stato: devi segnalare la loro presenza agli organi competenti, che si tratti di fibre cedevoli o di compositi soltanto lievemente rovinati, poiché piogge e vento possono peggiorare la situazione.
Per la regione Sicilia, la “legge 10” del 29 aprile 2010 prevede l’obbligo di comunicazione all’ente ARPA e all’azienda sanitaria regionale.

Per risolvere tutte le problematiche inerenti a questo tema, rivolgiti a Gielle Multiservices che possiede le competenze per effettuare la rimozione, lo smaltimento e la bonifica amianto, ditta iscritta all’Albo dei Gestori Ambientali. Il tecnico eliminerà i manufatti, oppure provvederà all’incapsulamento con una verniciatura specifica o al confinamento tramite barriere, dopodiché procederà al conferimento dei rifiuti in discariche dedicate o distruggendoli con metodi termici o chimici. Il tutto beneficiando di convenzioni come privato o di agevolazioni per le aziende.

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